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 Forum index » Creativita', Fantasy ed immaginario collettivo » Racconti, Poesie, Pensieri ed Articoli... » Autori » by Angefol
Microstoria
Moderators: Angefol
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Angefol
Moderatore


Joined: 18 Apr 2004
Posts: 3281
Location: Messina
 Microstoria

Direttamente dal mio blog, la solita microstoria scritta di getto, nessuna revisione nessuna correzione, semplicemente impulso e parole.
Come al solito è scritta con i piedi, ma spero vi piaccia lo stesso.

Ah, è chiaro che non ha un titolo vero e proprio, percui se avete idee,oltre che pareri scrivete pure!!!

Buona (spero) lettura a tutti!!!

La pioggia cadeva fitta sui tetti e sulle finestre messinesi da un'ora buona,un pò di refrigerio dopo tre mesi di caldo torrido.
Il telefono in casa Vinci trillò in piena notte svegliando anche il piccolo Alessio, rispose il padre, non prima di aver annaspato alla ricerca delle ciabatte ed aver incespicato con il tappeto ai piedi del letto.
Un'imprecazione e un pronto furono le uniche parole che riuscì a dire una volta sollevata la cornetta, dall'altro capo la voce secca del brigadiere Mirante:
"Salvatore, Sergio Sono,devi venire subito, Massimo ha avuto un incidente, sta bene, la macchina fai prima a buttarla, devi venire di corsa!"
"Ma sta bene? Che si è fatto??"
"Salvo, niente s'è fatto, vieni subito in ufficio che Sasso ti vuole parlare!"
A quel nome Salvatore vinci reagì con un sussulto, si svegliò definitivamente, se c'era di mezzo il Comandante Sasso, c'era qualcosa fuori posto.
"Salvo??Salvo Pronto!!
"Qua sono...senti, mi vesto e arrivo....dieci minuti e sono là ciao"
Sergio mirante aveva risposto al saluto e riagganciato, si era strofinato l'occhio destro come era solito fare in momenti di stanchezza o nervosismo, si passò più volte le mani tra i capelli duri e parlò a se stesso...
"E ora chi c***o glielo dice a questo? Chi?"

"Mirante! Arriva o no il brigadiere Vinci?"
"Comandante, l'ho chiamato e arriva subito"
"Quando arriva, mandalo subito nel mio ufficio"
"Comandi Comandante!"

Più che una domanda, ebbe l'impressione Mirante, che fosse un sollecito, ma che poteva fare più che telefonare al collega? Niente d'altronde il Comandante Angelo Sasso, un omone sui cinquanta,aveva tante qualità, tranne la pazienza, quella proprio gli mancava.

Quando Salvatore Vinci arrivò in ufficio cercò subito l'amico e parigrado che lo aveva svegliato ad un'ora che non sta bene.
Di risposta ebbe un cenno, rapido e d'intesa.

"Sergio dimmi, come sta Massimo?"
"Bene, è nell'ufficio di Sasso, a proposito, vacci prima di subito che è nervoso e lo sai com è quello quando s'innervosisce.."
"Ma prima o poi, gli viene un infarto.."
"Non scherzare salvo, la faccenda è seria!A tuo figlio..."

Vennero interrotti da uno spazientito comandante sui cinquanta

"Mirante, quando ho detto subito nel mio ufficio cosa non ha afferrato? Brigadiere Vinci! S'accomodi!"

L'ufficio era fresco, sulla parete dietro la scrivania, i calendari dell'arma dal '95 ad oggi, e la foto del presidente.

Massimo Vinci,18 anni sulla carta d'identità ne dimostrava qualcuno in più, era sempre stato un tipo sveglio e con la lingua tagliente, fresco di patente se ne stava seduto a capo chino su una delle due sedie davanti alla scrivania, fu il padre a parlare per primo, gli fece le solite domande,come stai, che hai combinato, ti sei fatto male, che è successo, della macchina non chiese nulla, sapeva già che fine avrebbe fatto.

Una busta trasparente venne estratta dal comandante e lanciata verso Vinci padre.

"Ce l'aveva addosso quando l'abbiamo trovato, ubriaco fradicio tra l'altro, sai cos'è?Dovresti perchè se ne hai più di due grammi, rischi di andare dentro per spaccio!Portatelo a casa e ringrazia il cielo che non ha ammazzato nessuno accidenti a lui!"

Lo sguardò del comandante Sasso voltò verso il ragazzo, che non aveva mosso un muscolo da quando era lì, gli occhi fissi da qualche parte sul pavimento.

"Aspetta qua fuori disgraziato" disse dopo un sospiro pesante Sasso, "devo parlare con tuo padre".

Il ragazzo si alzò, una fugace occhiata verso il padre, l'espressione che vide sul volto del genitore lo lasciò perplesso, non capiva se era deluso, mortificato o semplicemente incazzato, tornò a guardare il pavimento, uscì e si accomodò di fronte la scrivania di Mirante che batteva il verbale sul computer,Massimo ebbe l'impressione che il collega di suo padre non fosse troppo convinto di quello che stava scrivendo, scuoteva continuamente la testa e cancellava con l'espressione di un adolescente poco preparato durante il compito di maturità.

Intanto nel suo ufficio, il comandante, si era allentato il nodo della cravatta e tolto la giacca, aveva preso un pacco di sigarette dal suo interno e ne aveva accesa una e mentre stava rimettendo accendino e pacchetto a posto intervenne Salvatore Vinci

"Comandante, posso approfittare??"
"non avevi smesso??"

Vinci rimase in silenzio e lo guardò con un'espressione che non lasciava spazio all'imaginazione, chiara come il diamante più puro,senza la necessità di aggiungere parole, quelle ce le mise Sasso.

" Quando uno ha ragione ha ragione, fuma fuma, ma dimmi una cosa, ma a tuo figlio non gli stai dietro? E' un bravo ragazzo, le cose a casa vanno bene?? Non è che gli deve fare un favore a qualcuno?"

Quando si parla con il comandante Sasso, si deve essere rapidi nel rispondere, incalzarlo, perchè il commissario Sasso è come uno dei cavalli del palio di Siena, se lo fai aspettare troppo, scalpita s'imbizzarrisce e scalcia.

"OH SALVO, STO PARLANDO CON TE! RISPONDIMI TI HO FATTO UNA DOMANDA...TI RENDI CONTO DI QUELLO CHE POTEVA SUCCEDERE STANOTTE?? TUO FIGLIO TUTTO UBRIACO SI E' BUTTATO CONTRO UN PALAZZO, NON UN LAMPIONE UN PALAZZO!! CON IL BOTTO CHE HA FATTO HA SVEGLIATO TUTTI, UN PALAZZO MA TI STAI RENDENDO CONTO....E AVEVA PURE 'STO c***o DI HASHISH, E TU, NIENTE, TRANQUILLO, COME SE NON FOSSE SUCCESSO NIENTE, OH DAGLI UNA RADDRIZZATA A STO RAGAZZO..."cercò di ricomporsi "che stavolta è stato pure fortunato a non farsi niente, e meno male che hanno chiamato noi, sennò dovevi portargli la biancheria invece di portartelo a casa...vatti a riposare va, domani mattina sei di turno??"

"Si"

"No domani sei libero, parla con tuo figlio, prendilo a mazzate, a cinghiate, fai come ti pare non m'interessa, basta che ottieni il risultato di raddrizzarlo per bene, non voglio neanche pensare che mio figlio Antonio, Il figlio di Sergio e Massimo frequentano lo stesso giro...siamo veramente tre carabinieri...di quelli da barzelletta, vai a casa va, tieni, io ne ho un altro pacchetto, domani ti serviranno mi sa!"

" Grazie comandante, di tutto veramente"

Si lasciarono così, uno scartando il nuovo pacchetto e accendento la prima sigaretta, l'altro spegnendo la sua fumata fino al filtro.

"Ciao Sergio, grazie e buona notte... si, buona notte un c***o,buona notte di m***a!"

In macchina nessuno parlò all'altro, una volta sola Massimo ci provò, ma credette meglio stare zitto.

Arrivarono a casa che albeggiava, ognuno puntò diretto la sua camera, una vuota, nell'altra una moglie e madre si agitava nel sonno, si svegliò e sussurrò una domanda.
" Salvo ma che è successo?"
"Niente niente, dormi che è meglio, domani ti dico tutto, buona notte"

L'indomani La sig.ra vinci uscì in ritardo come al solito, lasciò la caffettiera pronta, il latte e i cereali vicino alla tazza sul tavolo, anche questo come al solito.

Salvatore e Massimo si incontrarono nel corridoio, ognuno di fronte la porta dei due bagni, si guardarono come mai si erano guardati

"Buongiorno!" disse Salvatore, "Oggi non si va a scuola, dobbiamo chiarirci io e tu!"
"Bello!"disse tra se e se il fresco diciottenne, con tono sarcastico.
"Fai pure lo spiritoso?Lavati vestiti e fai colazione che ho poca voglia di scherzare!"

E fu così che andarono le cose, i due parlarono a lungo subito dopo la colazione, l'ambiente si scaldava e i toni si smorzavano in continuazione, la voce si faceva più alta, e tornava ad essere più controllata,il dialogo era a ritmi serrati per poi tornare a rallentare, ma si stava effettivamente comunicando, fumarono le sigarette del comandante,c'era un filo conduttore tra padre e figlio del resto Salvatore era il tipo di persona che sa come tirare su un figlio,e quello che era successo, non era una cosa che Salvatore sospattava, perchè non c'erano precedenti.
A conclusione del dialogo Salvatore pretese le chiavi dello scooter e che il ragazzo buttasse nel cesso quella "m***a" come la chiamava lui, in fondo sapeva che se suo avesse voluto farsi qualche altro spinello, non avrebbe potuto impedirlo, e di certo non aveva intenzione di iniziare a pedinarlo adesso, o di stargli col fiato sul collo, ma aveva già trovato la soluzione più adatta ed indiscreta, aveva infatti deciso di lasciare la corda non troppo tesa e neanche troppo molle.
Massimo ci mise del suo, non era di certo uno sbandato, capì che la vaccata che aveva fatto non poteva essere giustificata in nessun modo, spense la sigaretta, e buttò fuori l'ultimo tiro, il padre fece lo stesso, e allungò la mano,

"Dai su!"
"Eccole" disse Massimo porgendo le chiavi e facendo una finta "Mi raccomando però, mettiti il casco!".




Ogni riferimento a nomi, avvenimenti, cose, persone o palazzi è puramente casuale e frutto della fantasia distorta dell'autore, anch'esso distorto che sarei io!
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L'angelo che perse il senno

PostPosted: Thursday 11 Sep 2008 19:58
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RedFoxy
Amministratore


Joined: 24 Jan 2004
Posts: 5134
Location: Messina
Carina!
Anche se devo dire, se fosse successo a me sarei ancora nel reparto di rianimazione con più di una prognosi riservata da sbrogliare Prrrt!
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PostPosted: Friday 12 Sep 2008 13:15
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Angefol
Moderatore


Joined: 18 Apr 2004
Posts: 3281
Location: Messina
Eh, i miracoli dell'air-bag!

Mi fa piacere che almeno qualcuno mi commenti, Fidanzata a parte, ho un mezza idea da proporti, chissà se andrà in porto!
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L'angelo che perse il senno

PostPosted: Monday 15 Sep 2008 18:32
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